BiscaZulù - I Tre Terroni

Finalmente torno a parlare - e a scrivere - un po’ di musica; dopo tutto quel tempo speso in frivolezze che mi porteranno in tasca niente più che qualche €uropeo ora riesco a dedicarmi alla mia vera occupazione.

BiscaZulù - I Tre Terroni. Come i più arguti avranno già desunto, il discho che mi rigiro Biscazulù - I Tre Terronitra le mani non mi ha eccitato, quando è giunto, quanto gli altri. Anzi, ad essere sincero, sono state ricevute in redazione continue pressioni da parte dell’ufficio stampa dello Zulù dirette al sottoscritto perchè esaminasse il prodotto dei 3 meridionali.

Chi conosce la scena musicale sub-Po passi questo paragrafo, prego, e continui sotto.
99 PosseI Bisca sono una delle più importanti formazioni partenopee a livella nazionale e anche un pochino internazionale; Zulu è la controparte maschile di Meg nei 99posse: le due formazioni, se non sbaglio, si erano già incontrate per un tour nazionale nel 1993 che ha sbancato i botteghini con cifre da capogiro - soprattutto se consideriamo il bacino al quale può attingere la protesta in rima dei due gruppi.

Ora lo spazio per una recensione che, nel mio piccolo, strizza l’occhio a quel Reynolds tanto ammirato.

Complice una chiaccherata col collega Salvatore, che già dal nome tradisce le sue origini non proprio teutoniche, mi si è improvvisamente rivelato alla vista un universo che forse nelle lande nebbiose e noiose della Padania più verde fa fatica a giungere: la maggior parte dell’Italia sottovaluta infatti le potenzialità messianiche che l’entità Zulù potrebbe far valere nei confronti del suo pubblico. Una mareggiata di giovani, e meno, di appassionati alla musica ma anche solamente ai concetti che con questa l’artista tenta di veicolare costituirebbe infatti un caposaldo nell’esperienza di Zulù, che negli anni dei 99posse ha abituato i suoi seguaci ad uscite clamorose, come quella di sostenere di tasca propria i costi dell’esibizione del suo gruppo quando per ordine dei finanziatori “tutti ma non Zulù” dovevano suonare durante un grande festival sovvenzionato da fondi regionali.i Biscazulu

E il disco? Non è male, considerata la truzzaggine che obnubila i miei ultimi ascolti; si fa critica socio-politica, com’era logico aspettarsi; Zulù perde io mordente, con una velocità di decadimento costante negli ultimi anni, soprattutto dopo lo scioglimento del sodalizio con l’astiosa Meg, e i Bisca provvedono, dal canto loro, a supportare efficacemente la carica di denuncia e satira del cantante contro Maradona, le fonti energetiche, i moderati e gli americani che combattono il terrorismo planetario.

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Dopofestival

Pare che il Capo - e il suo staff editoriale - c’abbia preso: a portarsi a casa la due dei ricchi premi in palio del Festival di Cannes sono stati quel “Gomorra” tanto chiaccherato di Matteo Garrone e “Il Divo” di Sorrentino.

Cannes. Come ricorda puntualmente il Tempo, i due film si avvicinano pericolosgomorra&grilliamente alla rassegna del ‘72, quando a vincere ex aequo furono “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri e “Il caso Mattei” di Francesco Rosi, interpretati entrambi da Gian Maria Volontè; in questa edizione non si è ripetuta la stessa dinamica, infatti i due film vincono uno il Premio della Giuria e l’altro il Gran Premio, ma fanno registrare quella 2007 come una splendida annata.

Quello premiato al Festival è un cinema italiano impegnato, che torna dopo le parentesi magari più frivoleche avevano segnato la presenza nella città di Cannes nelle ultime edizioni; un cinema che affronta la mafia, e per questo rischia grosso: “c’è, ma che non se ne parli”, ripete nei talk show nei quali viene invitato Roberto Saviano, l’autore del libro Gomorra, da cui è tratto il film. Un autore che vive sotto scorta per avere scritto un libro che parla all’Italia intera con gli occhi di chi, la mafia, l’ha sempre avuta a fianco. (Creative Commons License photo credit: fazen )

Il Dopofestival. Nella sua immensa magnanimità - s’è capito che il mio datore di lavoro ha palesato il suo passaggio? - il Capo mi ha concesso la giornata di ieri di libertà; “oggi ti lascio in pace”, mi disse. Che carino.
Non che ne sentissi il bisogno, però: credo che questo lavoro mi piaccia proprio, e lo deduco dal fatto che non mi pesa assolutamente aver finito in redazione all’una di giovedì, e alle undici venerdì della scorsa settimana. Certo, le relazioni interpersonali vanno un po’ a farsi benedire, ma qual’è la fidanzata che ogni tanto ricorda quanto sia alta la percentuale di divorzi tra i giornalisti? La mia.

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Mantova Musica Festival 2008: l’ultima giornata

Si stanno consumando le ultime ore del Mantova Musica Festival edizione 2008, ma per quanto mi riguarda il bilancio è già bell’e stilato.

Campo Canoa. L’atteso ritorno di Campo Canoa nel cartellone del Festival si è rivelata una cocente delusione. Nomi tutto sommato senza troppo richiamo - Casino Royale, Hormonauts, Raiz -s -sse, Linea77 e Dufresne - non hanno fatto decollare né la location, né tantomeno la rassegna di band emergenti che ha aperto le tre serate. Mi si importunerà dicendo che i Casino Royale hanno fatto la storia, che gli Hormonauts sono il rockabilly italiano, che i Linea77 spaccano con la loro alternative a là RATM, che i Dufresne … boh, ma sono lontani i bei tempi in cui ad aprire i concerti c’erano Afterhours e Subsonica. E per la critica (del sottoscritto), la band vincitrice è quella dei Messuria, dei quali potrei mostrarvi una foto a dir poco … bella se solo non avessi lasciato la CF al capo.

Le Piazze. Per un motivo o per l’altro le ho vissute poco. Piacevole però l’impatto visivo: per quattro giorni Mantova è stata una città invasa da musicisti ad ogni angolo della strada, fermo ognuno su di un palco a metà tra l’improvvisato e l’astutamente congeniato, intento ad intrattenere - adoro i suoni ridondanti - i passanti che si scoprivano all’improvviso pubblico.

Aperitivi con l’Artista. Da non perdere. Soprattutto perchè l’Artista è sempre venuto dopo un generoso aperitivo: organizzati sempre intorno alle 12, si prestavano alla perfezione per concludersi in un baccanale letterario di cui a tutt’ora poco mi riesce di ricordare. Mi pare di averci incontrati i Tétes de Bois e un’adorabile artista - sì, adorabile in quel senso -, Le-li che mi (-li, credo fosse) ha omaggiato di un cd, che carina.
Presenziati dal giornalista Enrico De Angelis, durante gli aperitivi sono stati presentati libri, documentari, opere storiografiche e di critica musicale; hanno rappresentato uno dei maggiori successi del Festival, a mio giudizio.

Rock-a-bilik. La novità del 2008: un camion che si è atteggiato a palco . Ricky Gianco - Carmelo La BiondaL’ultima volta che l’ho visto era parcheggiato di fronte ai cancelli di una fabbrica occupata, e si stavano esibendo Ricky Gianco, Carmelo La Bionda e Gaetano Liguori. Dopo quella volta non ne ho saputo più niente, credo che ormai sia stato già smantellato dagli automobilisti inferociti costretti in coda e ora i suoi pezzi riposino appesi a pareti domestiche come fossero trofei di caccia.

Un bilancio?. Come ho scritto in un articolo pubblicato quest’oggi, l’esperienza quinquennale del Musica Festival appare debitrice di quella decennale del Festivaletteratura; nato sull’onda di un successo travolgente del secondo, il primo soffre ancora di problemi legati tutti all’organizzazione e alla scelta degli artisti. Preparare serate che dovrebbero essere di lancio senza pubblico, ridurre praticamente a zero le campagne pubblicitarie - forse in favore di vie preferenziali tracciate tra uffici stampa e testate locali -, incaponirsi sull’artista “bravo, ma soprattutto sconosciuto” più che su quello “anche un po’ meno bravo, ma di richiamo”, sono state tutte scelte che hanno penalizzato l’intera kermess. Quanto mi piace questo termine.

Ed ora basta post seriosi (e soprattutto trascurati, seppur nella loro assoluta bellezza), non prendiamoci in giro da soli.

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Mmf 2008: la seconda giornata

Appena conclusa la seconda giornata della quinta edizione del Mantova Musica Festival non credo sia azzardato sbilanciarsi già in qualche considerazione.

Aperitivo con l’artista. “Avanti pop” è il titolo dell’ultimo album del colletivo Tetes de Bois. Ma è anche ilAndrea Satta titolo di un libro. E pure di un dvd, che oggi accompagna il libro, presente nelle edicole - allegato al Manifesto - e nelle librerie. E’ il viaggio della band, prima di tutti, su quel Fiat 615 che campeggia sulle rispettive copertine: un tour su di un furgone in grado di aprirsi a fiore per mostrare un palco, parcheggiato dove un palco tradizionale non potrebbe arrivare. Una fabbrica, un ecomostro, una coltivazione intensiva: questi gli scenari per i Tetes de Bois, che hanno raccolto gli ultimi due anni di attività nel libro e nel documentario. Documentario realizzato con i video che i fan si preoccupavano di mandare, ogni sera, ai propri beniamini dopo averli realizzati con piccole telecamere o cellulari. Scopo dell’opera? Quello di raccontare - dobbiamo tenere presente che l’idea del progetto risale a due anni fa - in tempi non sospetti la strage delle morti sul lavoro: per questo, tutti i proventi della vendita del libro e del documentario andranno all’associazione Carico Sospeso, che da anni si batte per una maggiore sicurezza sui posti di lavoro. Un primo “aperitivo con l’artista” di grande spessore, i cui fili sono stati abilmente giostrati da Enrico De Angelis, che ha visto salire sul palco Andrea Satta, dei Tetes de Bois, e Tinsoara Pinto, giornalista e docente universitaria.

Rock-a-bilick. E’ la grande novità dell’edizione 2008: un autoarticolato adibito a palco in perenne movimento, che ogni giorno passerà per le vie di un quartiere diverso portando con sè band che si esibiranno dal vivo. Divertente proposta per gli abitanti dei quartieri, un po’ meno divertente per gli automobilisti in coda alle 19 precise precise.

rock-a-bilick

Hyde Park. La grande delusione di questa edizione. Un appuntamento imperdibile Michele Pardonelle passate, un pallido ricordo di quello che è stato nella presente. Rassegna di “band emergenti” (mah…) che comincia alle 21.30  anziché alle 20.30, patataro orientale per di più sfornito di patatine fritte (da non sottovalutare, è una grave mancanza nell’organizzazione), e totale assenza di grandi nomi di richiamo. Flavio Oreglio e i Luf (la band con la quale ha appena pubblicato un album) non sono stati di certo di grande traino per la serata, che fino a che non sono apparsi i Casino Royale non ha visto salire il pubblico oltre le 50 presenze. Grande spettacolo invece quello dei Casino, che hanno portato a Mantova “Royale Rockers”, il loro nuovo progetto: una rilettura in chiave root e reggae dei loro più grandi successi, che confluiranno in un album previsto per i primi di giugno. E Michele non è poi così antipatico, al telefono.

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Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 05-23-08 · Nessun Commento »

Mmf 2008: Funkoff, la prima serata

La giornata era cominciata bene: dopo la settimana di pioggia battente un cielo bucato dai raggi del sole dava il buongiorno alla città di Mantova. Peccato che entro il pomeriggio le nubi avessero riparato e, con precisione certosina, ogni dieci minuti facessero cadere quelle due gocce di pioggia. Pioggia abbastanza forte da far ritenere, in collaborazione con la Champions League, a gran parte della cittadinanza interessata che forse era meglio rimanere a casa, che forse le parole di Nando dalla Chiesa non sarebbero state così interessanti, e che forse gli sconosciuti Funkoff non fossero degni di un impermeabile gettato sulle spalle.

Funkoff. Quando sul programma ho letto che la band avrebbe suonato nelleFunkoff vie del centro storico immaginavo una piccola banda suonare ai crocicchi delle strade. Una cosa piuttosto statica e priva della benchè minima attrattiva. Completamente fuori strada. I 15 componenti della marchin’ band fiorentina, da Vicchio, hanno animato per più di un’ora le vie del centro storico, suonando ininterrottamente e esplodendo tra i tavolini dei caffè all’aperto in elaborate coreografie. Per loro le piazze si sono popolate di un corteo in festa, che li ha seguiti sino alla conclusione al punto di partenza. Con uno stile che rilegge e affonda a piene mani nei grandi del jazz, i fiorentini hanno per un attimo portato nella sonnolenta Mantova lo spirito delle band dixieland di New Orleans e la passione esplosiva del funk anni ‘70. Eccezionale apertura del festival, hanno preceduto persino il saluto iniziale delle istituzioni, per una cerimonia di inagurazione che probabilmente si rivelerà migliore di gran parte della kermesse.

Nando dalla Chiesa. Assiso sul palco centrale del Festival, il patron Nando ha salutato i (pochi) presenti Nando Dalla Chiesacome nella migliore delle tradizioni. Corredato di vice sindaco e presentatrice ufficiale, ha ricordato come il Mmf sia nato in aperta critica al festival della città dei fio ri, ma precisando che ormai - parliamo della sua quinta edizione - si sia sviluppato in completa autonomia. Grande attenzione da parte dei presenti: io e i fotografi dei giornali.
“Abbiamo sconfitto la neve, possiamo farcela anche con la pioggia”; con queste parole dalla Chiesa ha ricordato come la prima edizione del festival, tenutasi nel freddo febbraio del 2003, si fosse parzialmente svolta sotto la neve; la speranza è che il vento che ora soffia porti via le nuvole foriere di pioggia che ancora si addensano sui cieli mantovani, che potrebbero rendere impraticabili al pubblico i palchi sul lago.

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Primarie Usa 2008, A un passo dal sogno, Mmf 2008

Usa 2008. Come saluta il puntuale Raibobo, Obama ormai pare essere il candidato IMG_4493democratico alle prossime elezioni. Si troverà ad affrontare un avversario sì decorato di guerra, ma anche assegnatario di una pensione per invalidità al 100%. Era già successo in passato: Roosvelt dovette presentare pubblicamente un certificato di buona salute, per non perdere la rielezione, di fronte ad un pubblico nazionale che cerca giovani belli, sani e forti come leader per il proprio Paese. 75.000 persone - dati resi noti dalle forze dell’ordine - erano presenti all’ultimo comizio in Oregon, durante il quale il candidato di colore ha dichiarato di contare su una maggioranza schiacciante, ipotizzando 1627 voti di scarto. (Creative Commons License photo credit: Barack Obama )

A un passo dal sogno. Continua il viaggio del vostro reporter preferito nel mondo dello spettacolo.

Questa sera è toccato a “A un passo dal sogno”, il musical tratto dall’omonimo libro di Sfondrini, che ha visto salire sul palco i ragazzi della passata edizione dello show di “Amici” di Maria de Filippi e uno sfolgorante Platinette, pulcino nero che entro l’ultima canzone si erge a splendido cigno barocco.
Comicità bassa, che affonda a piene mani nel mondo della tivù spazzatura, una trama inconsistente e insiPlatinettepida hanno fatto sì che a tenere alta l’attenzione del pubblico - ma forse era proprio questa era l’intenzione di Costanzo mentre scriveva la sceneggiatura - siano stati i continui riferimenti alle puntate trasmesse, alle polemiche nate tra i banchi della Scuola e i gridolini del pubblico ad ogni apparizione del bello di turno.
Il pubblico, il pubblico! Mai visto pubblico così eterogeneo: prevalentemente femminile, infatti, composto per lo più da giovani ragazze under 16 e mature signore over 50.

La hostess con cui ho passato la seconda metà dello spettacolo si è mostrata molto stupita della presenza di un certo numero di “maschietti”.
Domani il grande pezzo di critica.

Mmf 2008. Grande apertura domani della grande kermesse musica lake taleale del Mantova Musica Festival 2008. Il sottoscritto si armerà di cappello e domopack per la macchina fotografica e seguirà l’evento a partire proprio dalla cerimonia di apertura. Si prevedono aperitivi con autore, esibizioni live, grandi interviste. Linea77, Casino Royale, Hormonauts giusto per dirne un paio. Il tempo, impietoso, non promette nulla di buono: il palco per i concerti più appetitosi, strategicamente posto in una cornice eccezionale come solo la riva di uno dei laghi di Mantova può essere, sembra voler diventare un enorme pantano, per la gioia dei fan che, temerari, volessero seguire i loro beniamini. (Creative Commons License photo credit: shatzy0_0 )

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Morcheeba live

Dire che la platea del Sociale di Mantova dell’altra sera fosse discretamente popolata sarebbe pronunciare un eufemismo bello e buono.IMG_1173

Perchè il pubblico non ha dato fiducia alla nuova formazione dei Morcheeba, che dopo la separazione da Skye ed un tentativo piuttosto fallimentare di dotarsi di cantante nera sexy -fotocopia ha pubblicato un album, Dive Deep, nel quale figurano ben 7 voci diverse, dal rap al jazz.

Fiducia che, a ben vedere, andava tributata senza troppa esitazione: la ciclopica presenza scenica della voce della Sternberg (corista e sassofonista australiana) ha fatto alzare e ballare sul posto tutti i presenti - compreso il sottoscritto - giocandosela bene tra i nuovi pezzi e gli storici successi. E non importa se la singer era talmente calata nel ruolo di voce trip hop da ondeggiare per l’intero palco in preda a furori dionisiaci. La donna è riuscita a far dimenticare i consensi che la band otteneva con la solista Skye, proponendosi non come alternativa ma naturale evoluzione nel sound della band. L’interrogativo, però, sorge davvero spontaneo: perchè non affidarsi alla stessa artista, per l’ultimo album? Certamente sarebbe riuscito più solido, definito e rifinito nel sound che meglio riesce al gruppo.

Rome wasn’t built in a day.

I lettori più attenti, quelli che si ricorderanno del blog prima del crash rovinoso delle ultime ore, si staranno domandando il quando ed il perchè dello show dei Gormiti.
E continueranno a domandarselo ancora per molto, molto tempo.

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Dove eravamo rimasti?

Ehm.. come dire..

Errore? Fato? Casualità?

Mi ritrovo con un blog vergine e un database di backup da caricare in maniera costruttiva. Spero di poter tornare online col mio “vecchio” blog al più presto.

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