Nel frattempo

In un sonnacchioso pomeriggio di fine luglio, insolitamente ma prevedibilmente sgombro di lavoro, trovo finalmente il tempo di aggiornarvi con due righe su questo mio blogghino.

E’ finito il MantovaLive Estate 2008, grazie al Cielo. Certo, ci sono state le serate di Lukather e quelle dei New Trolls - dei quali, difficilmente ve ne sarete accorti, ho pubblicato qualche fotazza sull’apposita pagina, che ora ho aperto ai commenti - ma tra un Pino Daniele, qualche Duran Duran e comici di Zelig come se piovesse c’è stata più di un’occasione per far piombare, nel silenzio dell’esedra di Palazzo Te, un bello e rumoroso sbadiglio piazzato ad hoc, con la maestria di disturbatore di eventi pubblici che mi è valsa applausi sotto i palchi di molti schou della penisola e non solo.

Deep Purple: ricordate Ciccio, il roadie che controllava gli strumenti e le luci prima del concerto dei Viola? Bene, è tornato in Italia, e io con lui: ho avuto nuovamente modo di incontrarlo, questa volta in territorio veronese, e di ammirarlo in tutta la sua corpulente e abbondante bellezza farsi beffe del pubblico e svettare solo, come un titano alle prese con divinità a lui chiaramente inferiori, sul palco del Castello di Villafranca. E sono emozioni, queste.
I Deep stanno decandendo molto, molto velocemente. E’ questo il triste bilancio del mio loro secondo concerto (uh, adoro le accozzaglie di vocaboli): da novembre ad oggi sono passati secoli per loro, e se ne ha esperienza con la voce sempre più flebile di Gillian e nelle note impastate alla chitarra di Morse, che ad un certo punto, non ve lo nascondo, mi ha fatto pensare al Benson sul palco del Qube preso di mira dai fan che, a suo tempo, gli lanciarono una misteriosa sostanza urticante costringendolo ad un ricovero in ospedale. Andateli a vedere fino a che sono in giro, è il mio consiglio.

Non resta che aspettare il Festivaletteratura.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-31-08 · Nessun Commento »

Deep Purple live @ Villafranca di Verona - Intervista a Vittorio De Scalzi

Sfrutto l’estrema sinteticità del mezzo fotografico per dire che:

a. un concerto dei Deep Purple è un’esperienza che non dovrebbe mai mancare nella vita di un individuo

e

b. anche un’intervista a Vittorio de Scalzi - il fondatore dei New Trolls - è qualcosa che tutti, prima o poi, dovrebbero affrontare.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-20-08 · 6 Commenti »

Steve Lukather live @ Mantova

Steve Lukather è sempre Steve Lukather, è innegabile. Certo che se sapeste che Lukather è stato per un trentennio il frontman dei Toto, potreste convenire con quanto sostengo.

(Fa un certo effetto parlare del concerto di ieri sera mentre le casse passano “(Everybody was) Kung-Fu Fighting” dei Village People.)

Nel caldo un po’ appiccioso e parecchio molesto di una Mantova assediata dalle zanzare ieri sera il chitarrista americano ha dato sin da subito il meglio di sè: ovvero, ha aperto la serata con tre, quattro tiratissime tracce da Ever Changing Times, l’album grazie al quale è attualmente impegnato nel corrispettivo world tour, prima di abbandonarsi a momenti introspettivi alla chitarra e nascondere malamente il fatto che gli anni, seppure tante persone non lo vorrebbero, passano davvero per tutti.

Fuck the security guy! grida Steve (che durante la serata si sentirà chiamare più volte “Stefano”) dal palco, e i fan che già stavano a pena poscia seduti sulle sedie di plastica sotto il palco scattano subito in piedi e si gettano alla sbarra, dove vi posso garantire personalmente i vestiti svolazzavano per i watt delle casse rivolte al cielo.

Una splendida (non crediate sia così entusiata: conosco molti, moltissimi aggettivi superiori per grandezza a “splendido”) serata, durante la quale l’autore, compositore, chitarrista ha eseguito brani tratti tanto quanto dall’ultimo album che da quelli precedenti, rimasti nascosti durante i Toto years (nemmeno fosse R.J. Dio nell’ultimo dei Black Sabbath) sui quali però svetta un inquietante, enorme interrogativo:

a cosa diavolo serve quel tubicino trasparente appeso vicino al microfono?

Qui le altre foto della serata.

More to come.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-17-08 · 6 Commenti »

Ryszard Kapuscinski - Autoritratto di un reporter

Non riesco a scrivere un post intimo.

Davvero: durante i bei vecchi tempi di Doppio Whiskey le cose mi andavano abbastanza confuse da stimolare la mia vena bohemiene e maledetta, l’unica che - pare - mi permetta di scrivere di qualcosa di personale; adesso le cose mi vanno - abbastanza - bene, nessun pensiero oltre il livello di guardia, e mi ritrovo con una gran voglia di scrivere ma niente da dire. Che poi, potrebbe pure essere un bene: ormai in Rete si sprecano i blog pieni di significati, pieni di vite emozionanti raccontate malissimo, piene di vite insignificanti tratteggiate con la maestria di un macchiaiolo toscano, mentre, è sconcertante, cominciano a piovere le dichiarazioni allarmistiche di sedicenti osservatori dei media che denunciano la penuria di contenitori assolutamente vuoti.

Questo non vuole essere un manifesto della poetica “da qui a chissà”, piuttosto un piccolo esame di coscenza che, spero, avrà un tale impatto con il mio io più da scuoterlo con un paio di sberloni e motivarmi a scrivere un post intimo, come sopra.

Oggi ho letto un libricino. Piccolo piccolo, eh, che come ha detto un mio amico trovare libri a 7 euro sta diventando un’impresa. Sabato sera sono andato ad un concerto di musica classica, e dopo un bicchiere di Custozza (già: pare che ora si scriva con la doppia zeta) senza che me ne rendessi troppo conto mi sono ritrovato alla Feltrinelli, con un libro nella destra e una banconota e l’immancabile cartapiù nella sinistra alla cassa. Se non ci fosse stato quel bicchiere probabilmente non l’avrei mai acquistato, anzi, probabilmente non l’avrei nemmeno trovato, confuso sui ripiani strabordanti di letteratura predigerita, trita e ritrita nella sua fastidiosa commercialità. Probabilmente avrei cercato un altro titolo dello stesso autore che, a ben vedere, leggere di un reporter attraverso una selezione delle conversazioni avute un po’ qua, un po’ là, non è esattamente il metodo migliore per farsi contagiare dal professionista - che, si sa, quando uno legge certi libri molto probabilmente lo sta facendo per farsi “contagiare” in qualche modo da quelle stesse malattie che hanno fatto grandi altre persone.
In questo libricino - che 7 euri, di questi tempi, sono veramente pochi: con il petrolio che schizza, dai giacimenti alle stelle, il costo delle materie prime che aumenta di pari passo senza che, pensateci bene, ci sia un nesso così chiaro tra questa e la precendente voce, e la fame che torna (più che altro, ora sta tornando un certo languorino) - ci trovate la vita? No. La poetica? Non credo. Ci trovate Ryszard Kapuscinski, uno sprovveduto che ha scoperto che il mondo non finiva con il confine della sua Polassia (una regione della Polonia, o miei arguti lettori!) soltanto con la nascita del Terzo Mondo, che tutti sappiamo fissata con la conferenza di Bandung del 1955, e che da quel giorno non ha smesso di viaggiare, reallizando reportage più o meno da ogni terra emersa di questo nostro triste mondo malato. Un reporter che con l’innocenza di un fanciullo ma la forza di un arringatore afferma che nel giornalismo realtà e ideale sono divisi da un sottile gioco di bastone e carota tra scrittori e danarosi potentati, che il giornalismo cattivo è quello delle pillole contro le malattie tropicali, che l’Africa non è quella realtà triste e desolata che molte persone vorrebbero farci credere.

Tutto per dire che questo pomeriggio, su quella sdraio, rischiando l’insolazione ho capito molte cose. Fatelo anche voi.

More to come.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-14-08 · 4 Commenti »

La vita secondo J

Una visita del vescovo Monsignor Busti, una macchina fotografica, un grandangolo et voilà, il fantastico mondo di J.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-09-08 · 4 Commenti »

Offline

Inizio di settimana piuttosto fiacco: nel caldo di un luglio impietoso la pagina degli spettacoli della Voce langue, tra l’ennesima festa della birra del circondario e il festival del rock’n'roll anni ‘50 appena concluso.

A volte la realtà, la realtà reale: quella fuori dalla Rete, riesce ancora a stupirmi. Non che quella virtuale, badate bene, sappia spiazzarmi; nella sua perenne evoluzione tutto, tutto è estremamente prevedibile.

Chi pensava che il social networkin, nel 2008, sarebbe ancora stato possibile senza un profilo su Myspace o su Facebook, un vagito di Twitter o un link su Myblog? Assolutamente non io. Eppure, nel giro di qualche giorno, mi ritrovo a dare il cinque come fossi un ragazzino a gente di cui ignoro il nome ma non il nick, e come se non bastasse certe relationship mi tornano incredibilmente utili in redazione.

“incredibilmente”, ridimensioniamo insieme: l”incredibile” utilità si riduce tanto quanto la reperibilità del mio contatto è evanescente. Devo essermici affezionato, in qualche modo. Normalmente un contatto che diventa irreperibile il giorno esatto in cui ha un appuntamento con l’intervistatore non si attira altro che le mie modeste ire, questo ha invece goduto della mia incredibile magnanimità e s’è beccato una seppur minima copertura all’evento da lui organizzato.

Rosso, rosso, rosso… ah ecco!, CONTO in rosso!

More to come

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-08-08 · Nessun Commento »

Mantova Medievale 2008

Il sole dà alla testa.

Anche l’alcool dà alla testa, ma non siamo qui per discutere di questo.

Incrociare le spade sotto il sole  di luglio, stretti tra cotte di maglia e scudi di legno, non è da tutti.

Nella Mantova città dei Festival, dell’idea balzana e del progetto malsano, si è tenuta negli ultimi due giorni la Mantova Medievale 2008, l’ennesima iniziativa che a ragione fa sostenere al Kenny - sì, il sempre, il solito Kenny - che nel borgo virgliano accada proprio tutto.

Seguitemi. Immaginate circa 150 persone, vestite di tutto punto come mercenari del XV secolo, che si gridano a vicenda insulti da una parte all’altra dello spiazzo antistante un castello della stessa epoca. Ora immaginatele divise in due fazioni mentre corrono, infuriate, verso lo scontro al centro del campo di battaglia: qualcuno perde la vita, qualcuno perde appendici, qualcuno implora pietà ma finisce infilzato come molti altri suoi compagni. Benvenuti nel mondo dell’archeologia sperimentale.

Ricostruzioni dettagliatissime per una lezione di storia che esce dai tomi e diventa appetibile tanto ai più piccoli quanto ai loro accompagnatori: questo il fulcro dell’esperienza. Un accampamento intero, allestito all’ombra del Castello di San Giorgio a Mantova, ha infatti accolto i visitatori incuriositi dal rilucere delle maglie d’acciaio, dal fumo della bottega del fabbro o dai forti odori di quella del conciatore di pelli, pronti a seguire le truppe mantovane e legnaghesi nella battaglia che nel 1403 vide soccombere la città veneta all’assedio delle compagini gonzaghesche.

Ovviamente, aggiornata la pagina delle foto.

Ha qualcosa di magico il fatto che la quasi totalità di chi sostenga di essere divertente in realtà non lo sia affatto. Parimenti, ha qualcosa di magico la totale incapacità di scrittura che mi pervade. Ma ne uscirò, ne uscirò.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-07-08 · 4 Commenti »

Sogno di una notte d’inizio estate

Questa notte sono sopravvissuto agli attacchi di uno dei mostri di Halo.

Una creatura di HaloChe è bello difficile, anche perchè io, ad Halo, non ci ho mai giocato.

E sono scampato a questi attacchi almeno una decina di volte: guerriglia urbana in un borgo medievale, mimetismo cittadino, una cosa tranquilla, insomma. La creatura di Cloverfield. Maledetta Slusho...Adesso che ci penso, però, il mostro assomigliava più al main charachter di Cloverfield.

Per fortuna che poi, quando arrivavo al HQ (ho un quartiere generale?) il colonnello Hannibal - sì, proprio lui, George Peppard -  mi sorrideva col sigaro in bocca, soddisfatto del’addestramento che mi aveva permesso di sopravvivere. Seduto ad un tavolo, circondato da alte cariche militari, solo allora riconoscevo in lui il mio Capo, e negli altri le 4 persone del giornale che vedo più spesso.

George PeppardMa la cosa strana, veramente strana, è che lo salutavo con un “Ai ai cap’tain”, che lo sappiamo tutti che il colonnello Hannibal è giusto un colonnello, soprattutto dei marines, non un capitano, per giunta ottocentesco.

Ah, e poi ci sarebbe quell’episodio all’incrocio tra le due strade principali del mio teatro di guerra, ma la pagina “xxx” ad accesso prezzolato non è ancora pronta… abbiate pazienza.

Lavoro troppo.

More to come.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-02-08 · 5 Commenti »

Morto un Festival se ne fa un altro

Pare che il Capo sia fuggito al mare, lasciandomi parecchio disorientato e divertito nel relazionarmi col direttore.

Sostengono in redazione che sia finito il Festival Europeo del Teatro di Scena e Urbano nella città Capitale Europea dello Spettacolo. Che poi. Chi diavolo ha avuto l’idea di battezzare - in forza di quale investitura? - Mantova “Capitale Europea dello Spettacolo”? Vorrei vedere quale, quale!, delle persone a cui è stata sottoposta la proposta non sia scoppiata a ridere voltando le spalle al suo interlocutore.

Mi dicono che oggi ci dovrebbe essere stata la conferenza stampa (ma non troppo) dedicata all’entusiastico bilancio di chiusura del Festival. Si contano gli scontrini, si abbassa la serranda, si spengono le luci. Si chiude baracca, insomma. Tutti contenti, tutti a battersi le spalle.

… peccato per quella noticina tra i numeri corredati alla cartella stampa (persa a metà per colpa della pluripremiata Orchestra da Camera di Mantova, che tra un succhino, una coca-colina e una ciliegia non aveva proprio voglia di raccontarmi cosa farà sabato 12 luglio): come può essere andato tutto bene, essere stato un “Festival delle grandi soddisfazioni” se gli investimenti hanno reso con un rapporto di 25 a 1? Certo, se gli €uropei non ce li metti di tasca tua, è andato tutto alla grande: non importa se alle Cantine con Santagata t’è andata bene quando si presentavano una decina di spettatori, o se nel Bronx mantovano (leggasi: Lunetta; quartiere-dormitorio in cui si vocifera si tengano viaggi del brivido per annoiati cittadini mantovani) l’unico spettatore era il sottoscritto, pirla chi t’ha finanziato e che con un po’ di fortuna non ripeterò lo stesso errore l’anno prossimo.

4.800 spettatori paganti, per una somma raccolta di euro 20.000; tra parentesi, il dato stemperatore “15.000€ raccolti durante l’edizione 2007″. E’ normale che poi il vicesindaco si dichiari perplesso sulla fortuna dei Festival nella città dei Festival.

Per fortuna che tra poco comincia il Festivaletteratura. Magliette blu, unitevi e debellate i Falsi Portatori del Verbo.Magliette blu!

Sarebbe leggittimo, da parte vostra, pensare che queste siano riflessioni deliranti e confinate a queste pagine. Purtroppo per voi, lavorare per un giornale che non guarda in faccia proprio nessuno mi ha permesso di farne un bel editoriale; certamente scritto in maniera leggibile - diversamente da quanto sopra -, ma il succo è tutto qua. (photo credits: Festivaletteratura.it)

More to come.

Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Continua a leggere » · Rating: · Scritto il: 07-01-08 · 2 Commenti »