Steve Lukather live @ Mantova
Steve Lukather è sempre Steve Lukather, è innegabile. Certo che se sapeste che Lukather è stato per un trentennio il frontman dei Toto, potreste convenire con quanto sostengo.
(Fa un certo effetto parlare del concerto di ieri sera mentre le casse passano “(Everybody was) Kung-Fu Fighting” dei Village People.)
Nel caldo un po’ appiccioso e parecchio molesto di una Mantova assediata dalle zanzare ieri sera il chitarrista americano ha dato sin da subito il meglio di sè: ovvero, ha aperto la serata con tre, quattro tiratissime tracce da Ever Changing Times, l’album grazie al quale è attualmente impegnato nel corrispettivo world tour, prima di abbandonarsi a momenti introspettivi alla chitarra e nascondere malamente il fatto che gli anni, seppure tante persone non lo vorrebbero, passano davvero per tutti.
Fuck the security guy! grida Steve (che durante la serata si sentirà chiamare più volte “Stefano”) dal palco, e i fan che già stavano a pena poscia seduti sulle sedie di plastica sotto il palco scattano subito in piedi e si gettano alla sbarra, dove vi posso garantire personalmente i vestiti svolazzavano per i watt delle casse rivolte al cielo.
Una splendida (non crediate sia così entusiata: conosco molti, moltissimi aggettivi superiori per grandezza a “splendido”) serata, durante la quale l’autore, compositore, chitarrista ha eseguito brani tratti tanto quanto dall’ultimo album che da quelli precedenti, rimasti nascosti durante i Toto years (nemmeno fosse R.J. Dio nell’ultimo dei Black Sabbath) sui quali però svetta un inquietante, enorme interrogativo:

a cosa diavolo serve quel tubicino trasparente appeso vicino al microfono?
Qui le altre foto della serata.
More to come.
C’ero anch’io al concerto. Dalle movenze di Stefano poteva sorgere il sospetto che il tubicino servisse per il rifornimento di sostanze alcoliche.
Ma devo stroncare subito questa ed altre fantasiose ipotesi: si tratta solo dell’elemento terminale di una talk box (http://en.wikipedia.org/wiki/Talk_box). La usa nell’assolo di Stab In The Back, quando sembra che la chitarra faccia dei versi.
Accipicchia: ecco svelata un’altro aspetto della mia ignoranza abissale per le diavolerie così affascinanti degli anni ‘70.
Grazie a Frankie per il suggerimento, nella speranza che si sia goduto il concerto di ieri.
C’ero anch’io al concerto ieri e devo dire che è stato bellissimo vedere uno dei miei chitarristi preferiti all’opera e soprattutto così da vicino e per non parlare del batterista è stato telluriko
Fantastico!
C’ero anch’io ed ho voluto portare anche mio figlio visto che inizia anche lui ad ascoltare i Toto (del resto in macchina ci sono sempre…), rinunciando ad Umbria Jazz (sono di Perugia) con biglietti omaggio anche per quella sera che si esibiva Herbie Hancock con Vinnie Colaiuta alla batteria….e non dico altro, e non sono pentito neanche un pò!!
Sono 30 anni che seguo i Toto e l’emozione di commuovermi (non ero il solo…) me l’ha regalata solo Steve.
Mio figlio (13 anni) è rimasto stupefatto del concerto e sono felicissimo di avergli regalato questa indimenticabile serata.
Grazie Julius di questa opportunità, un saluto a tutti!!!
Ciao ragazzi,
anche io ero a Mantova e devo dire che onestamente ho visto Steve un po sotto tono in generale, con la voce sopratutto.
Ho visto i Toto e Steve svariate volte seppur sia abbastanza giovane (26 anni) ed oltretutto con un occhio un pò “clinico” di un professionista che cerca anche magari di carpire informazioni preziose dal suo playing, e devo confessare che nonstante tutto i toto e steve in particolare come chitarrista riescono ogni volta a commuovermi come nessun altro… Steve sei il numero 1!!!
anche io a mantova…quante volte l’avevo gia’ visto? tante, tante ,sia da solo che con i Toto, considerando che nel loro primo concerto Italiano a reggio Emilia(del 1982) io c’ero e da allora non ne ho persi molti tra quelli nel nostro paese e ne ho visti anche all’estero, totale 22 concerti TOTO e quattro di Steve da solo e una con Larry Carlton(piu’ una sua clinic ,cosa rarissima per lui che NON ne fa mai)…il tempo passa ma le emozioni che quell’uomo crea con le mani su quella chitarra non finiscono mai,certo lo preferisco con i Toto; ma in questo tour, con alcuni brani bellissimi dei toto come LIVE FOR TODAY (mai fatta con la band)o WINGS OF TIME o la meravigliosa TALK TO YA LATER dei Tubes (co-autore e chitarrista del brano)ha veramente fatto un concerto degno della sua fama…
Lunga vita a gente come lui e i Toto