L’emittente mariana denuncia i mali del nazismo indiano

Padre Livio Fanzaga è un presbitero dell’ordine dei Padri Scolopi, autore di numerose opere di divulgazione teologica e, non da ultimo, direttore di Radio Maria.

Archiviate le esperienze missionarie africane degli anni ‘80, il sacerdote dedica le sue energie a Radio Maria dopo un pellegrinaggio a Medjugorie, nel 1985; allora l’emittente non era che una piccola stazione ad uso della comunità di Arcellasco d’Erba, ma Padre Livio riesce facilmente a farla diventare nel corso degli anni un gigante della radiofonia italiana e non solo, diffondendola infatti in tutti i continenti. Egli stesso non fa segreto della costruzione della nuova sede della stazione mariana, dal costo esorbitante di oltre 4 milioni di euro, raccolti grazie alle offerte degli ascoltatori.

Padre Livio Fanzaga cura per Radio Maria la rassegna stampa mattutina e alcuni momenti di divulgazione e approfondimento religioso, puntualmente replicati a partire dalla mezzanotte di ogni giorno. La rassegna stampa annovera tra i quotidiani il Corriere della Sera, La Repubblica e il Giornale.  (Il punto che ho appena battuto vi dovrebbe far capire che l’elenco è terminato. Terminato.)

Con una veloce ricerca sui motori di ricerca ci si può rendere facilmente conto del cospicuo seguito che Padre livio riscuote, soprattuto negli ambienti più lontani da quelli ai quali il sacerdote fa riferimento.

Una delle sue affermazioni più celebri pronunciate durante la quotidiana rassegna stampa riguarda l’evoluzionismo, che nelle parole del sacerdote sarebbe

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-27-08 · 11 Commenti »

E’ ancora Sonohra

Scrive il Capo, in un commento all’intervista ai Sonohra:

Minchia Julius, per caso mi sono imbattuto nel tuo post sui sonohra e devo dire che hai scatenato l’inferno, comunque sia ti do il permesso (in cambio di un caffè d’orzo lungo e senza zucchero dalla macchinetta della redazione) di pubblicare l’intervista sul sito citando come fonte “la voce di mantova” (data e pagina). Bisogna soddisfarli un po’ i tuoi lettori virtuali, o no?

The Chief

E io rispondo:

La possono trovare sulla Voce di Mantova, in data 13 giugno 2008, alla decima settima pagina, titolata “Trl, oltre milla fan in delirio per i Sonohra”.

…HA!

Sapevo che quell’intervista mi avrebbe fruttato un sacco di visite, ma non avrei mai pensato duemilacinquecento e rotte.

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-26-08 · 2 Commenti »

Festivaletteratura 2008: - 10

Indovinate? Sono sempre al lavoro.

Indovinate? Sto per andare a ritirare un Ipod classic.

Il numero delle visite al post dedicato all’intervista ai Sonhora (Sonohra, Hsonora, fate voi) mi preoccupa, credo che cancellerò quell’articolo, giusto per togliermi il pensiero.

Il Festivaletteratura 2008 incombe sulla mia (in)sanità mentale. Ora che è praticamente chiuso uno speciale tendenzialmente infinito - un unico, enorme, impagabile digest del festival - è ormai tangibile la consapevolezza che la prossima settimana si rivelerà insopportabile.

Capitate al Festival, dal 3 al 7 settembre, e gioite e sfogliate e leggete e indicate e incorniciate la pubblicazione edita dalla Voce di Mantova che troverete sul luogo dei diversi appuntamenti. A me non rimarrà che la cronaca dettagliata di molti degli appuntamenti del Festival per i sovvenzionatori di questa mia folle professione e quella romanzata, ma decisamente più godibile, per Voi, miei cari lettori.

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Dimenticavo: gioite anche del wall che trovate nella colonna alla vostra destra: scorrete e cliccate e commentate e inviate e blablabla.

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-24-08 · 5 Commenti »

Welcome back

Oggi sono tornato dal fine settimana al mare. Ad attendermi una montagna di lavoro - quello che non sono riuscito a terminare by the sea - ed una terribile emicrania da aria condizionata.

Sto facendo davvero di tutto per ricominciare a lavorare sin d’ora, ma è davvero dura. Davvero. Più s’avvicina il Festivaletteratura più il lavoro aumenta, il tempo si riduce e la frenesia aumenta esponenzialmente. Per i giorni del Festivàl (come quello di San Remo, chissà che la prossima edizione non si tenga nella Città dei Fiori, incrociamo le dita) si prevede il bivacco in redazione: se gli eventi cominciano alle 5 e 30, per il quale ringrazio il collega Scansani!, e il giornale chiuderà solo a tarda, tardissima, ma che dico tardissima, mattina presto, la naturale conseguenza è ch’io dimentichi le mura domestiche. A stretto giro saranno però le vere vacanze, che mi vedranno tornare nella splendida Toscana - che sto ribattezzando, in questo momento, mia seconda casa - per un’intera settimana di bagordi: una bottiglia di gin attende solo il mio ritorno con una cassa di limonata per aprire al sottoscritto tutte le gioie che nasconde dietro l’etichetta.

Facebook è la nemesi del networking, padre, madre, sacerdote e seppellitore della socialità tutta.

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-17-08 · Nessun commento »

Studio Aperto

Nel caldo soffocante di quest’agosto 2008 rimane solo Lui a darci qualche soddisfazione. Studio Aperto.

Chiuso il sito di Pirate Bay, visitato ogni mese da più di 400.000 italiani, dove già il nome tradiva cosa vi si potesse trovare

e via di servizio su borsette contraffatte e imprese d’alta moda danneggiate dal mercato illegale di pezzi perfettamente identici a quelli originali.

Grazie, grazie a te, Studio Aperto, e a tutti i tuoi cugini, perchè se non ci foste voi quella del giornalista potrebbe essere ancora una professione stimata.

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-12-08 · 1 Commento »

Io ci provo.

Sarò sincero, è da almeno un paio di giorni che cerco inutilemente di pubblicare un post.

Facebook (”faccia” - “libro”, non “faccia da libro”, ignoranti che non siete altro; al massimo, volendo esser pignoli, “libro di faccia”) è una continua riserva di sorprese: ho conosciuto più colleghi lì che in redazione.

Leggo blog(s) di giornalisti o aspiranti tali che decidono di lasciare la strada intrapresa perchè il mondo non è quello che sognavano, perchè non scrivono per il Daily Planet e non salvano, vestiti solo di un pigiama azzurro, bambine che rischiano la vita sporgendosi e poi cadendo da un parapetto teso sulle Niagara Falls.

Fa caldo. Fa caldo e sono tanto appiccicaticcio da non avere nemmeno voglia di alzarmi per accendere il condizionatore; tenere in tasca il telecomando nelle peregrinazioni per la stanza sarebbe un buon modo per ovviare al problema. Fa caldo, fa caldo e sono appicicaticcio ma sto scrivendo con addosso una maglietta dei Deep Purple, pietosamente non originale MA acquistata all’uscita da un loro concerto: finalmente mi sento un giornalista; altro che tesserino, permesso per le ZTL e pass per i concerti, sono le piccole cose a fare la differenza.

Uao, con post del genere potrei raggiungere velocemente nuovi livelli di sconnessione.

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-10-08 · Nessun commento »

Notifiche (3)

Sono cominciate le Olimpiadi. E ammiro chi, come Raibobo, le segue con autentica e genuina passione.

Sto programmando un fine settimana in Toscana: è davvero piacevole il pizzicorìo che corre sotto pelle, indomito anche a fronte delle code interminabili in autostrada che so già molto presumibilmente mi aspetteranno.

Se dovessimo invece parlare di lavoro potremmo sicuramente dire che prosegue tutto a gonfie vele. Le occasioni di scrivere non mancano, tutte pagate, anche se fremo per l’impossibilità di recensire per Mb, la mia vera passione: perdonatemi, miei cari compagni di redazione!

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-09-08 · Nessun commento »

Intervista a Pino Scotto

Giuseppe Scotto di Carlo, classe 1949: per i detrattori un relitto del heavy metal italiano disperatamente in cerca di un appiglio per rimanere a galla, per i fan semplicemente Pino Scotto. Pino ScottoFrontman delle più importanti formazioni metal italiane dagli anni ‘80 ad oggi e critico musicale, Pino si sottopone, incautamenre, alle temibili domande di una delle mie improbabili interviste; parliamo così di heavy metal, musica commerciale e dei suoi impegni futuri.

I più giovani ti conoscono soprattutto in veste di critico musicale, ma la tua carriera comincia molto lontano.
Sì: comincia a 17 anni, quando scappo di casa e dal quartiere di Napoli dove abitavo; mentre i Beatles andavano in giro con la frangetta io portavo i capelli lunghi perchè volevo essere un indiano, ma la gente non capiva e questo mi feriva. Quando poi è arrivato anche in Italia il metal e sono andato in Rai per Disco Ring quelle stesse persone andavano a congratularsi con mio padre. Sin dagli anni ‘80 ho suonato con i Vanadium, il primo gruppo metal della storia italiana; dopo di loro ci sono stati i Fire Trails, con i quali ho pubblicato due album e appena concluso il tour, durato due anni.
Rimpianti?
No, nessuno. Di una cosa sono però particolarmente fiero: ho lavorato per 35 anni in fabbrica, pur di non finire mai nei locali a suonare cover di Vasco.

Sei molto noto per le tue forti critiche alla musica commerciale, che ultimamente sta occupando tutto il mercato.
Hai detto una cosa molto giusta: fino a qualche anno fa non era così, ma nell’ultimo periodo questa musica composta a tavolino e portata in giro da gruppi formati a tavolino sta oscurando l’intero mercato. Si sono persi i contatti con la musica del passato, con le radici di quella contemporanea; il blues, il rock, l’heavy rock, nessuno dei ragazzini che oggi vende milioni di dischi sa cosa sia. I manager li scelgono, li mettono insieme, li vestono, gli mettono un po’ di sangue in bocca e il gioco è fatto. Non c’è più una sostanza sociale, non c’è più anima: tutti a fare le veline o a fare di tutto per vincere il concorso della Banana Fritta. I ragazzi di oggi non hanno più valori e la musica, di tutto questo, è un grande indicatore.

E’ ancora possibile fare musica in maniera sincera?
C’è tantissima musica sincera, che però non funziona. Molti ragazzi, dopo i concerti, mi allungano dischi eccezionali registrati in casa, che però non andranno mai nei negozi per colpa di manager che preferiscono i soldi facili. E’ un sistema che conviene alla lobby dei vari Vasco, Ligabue e Ramazzotti, che tanto parlano ma non si espongono mai.

Diamo i voti agli altri artisti che durante le serate precedenti sono stati ospiti del tuo stesso palco.
Lost. E chi sono? Non li conosco. Conosco una serie televisiva che si chiama così, ma non credo siano la stessa cosa.
Nomadi. Mi dispiace per Augusto, ma se fossi stato negli altri avrei smesso di suonare dopo la sua morte. Non sono i Nomadi, questi. Allo stesso tempo è una fortuna che ci siano, a ricordarci le nostre radici.
Cisco. Grande, grandissimo, sia lui che la band. Lo conoscevo già dai tempi dei Modena City Ramblers, ha un ottimo approccio sia musicale che scenico.
Rio. Non so cosa dire. Ho sentito poco di loro, e non ho capito che musica facciano. Uno strano miscuglio, direi. Di Ligabue (chitarrista della formazione e fratello minore del “Liga”, n.d.r.) ho parlato con alcuni miei amici chitarristi, e non ne sono troppo entusiasti.
Pino Scotto. Pino è uno che si sveglia con l’ansia di dimostrare qualcosa, ogni giorno. Tutti gli dicono di smetterla, che dovrebbe lasciare perdere, ma lui non ci riesce.

E cosa c’è nel tuo futuro?
Ora sono impegnato nel progetto solista col mio ultimo album “Datevi fuoco (Lo Scotto da pagare)”, venduto con la mia biografia, scritta e curata da Zola. Lo abbiamo realizzato in 25 giorni grazie alle collaborazioni, del tutto gratuite, di molti artisti pop e rock come J Ax degli Articolo 31, Enrico Ruggeri, le Vibrazioni e Andy dei Bluvertigo.
Con i Fire Trails abbiamo già pronto il prossimo album, che non siamo ancora riusciti a registrare per alcuni impegni del chitarrista, Steve Anghartal. A settembre sarò al Palatrussardi di Milano per il Rock of Ages, una chicca; in quell’occasione si esibiranno anche gli Extreme, i Votard e tutti i gruppi che hanno fatto il rock duro delle origini.

…e la benzina?
La mettiamo noi, sempre.

Come si dice in giro, loro hanno Ozzy Osbourne, noi abbiamo Pino. Purtroppo il buon Scotto mi ha sommerso di parole, opinioni e confessioni che non trovo giusto riportare, in quanto molto personali e del tutto estranee all’argomento dell’intervista.

La stessa, in versione ridotta per la stampa, è disponibile su “la Voce di Mantova” di domenica 3 agosto.

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-03-08 · 1 Commento »

Il nuovo dei Nine Inch Nails in download gratuito

L’adorabile Drock trova il tempo per stupirmi ancora una volta: controllando la mail giusto per essere sicuro che quel numero di telefono, quello che cerco da tanto, quello che se dovesse arrivare da metà delle persone a cui l’ho domandato mi intaserebbe la casella Gmail, resto basito da una missiva che proviene dall’enigmatico acrostico (eh?) “nin”. Un clic e scopro che il delizioso mi ha inviato una mail dal sito uffiziale dei Nine Inch Nails - quelli che hanno preso il proprio nome dalla lunghezza registrata nel librone del Guinness World Record per le unghie più lunghe - dove, sorpresa sorpresa, mi attende un album in donwload gratuito, in diversi formati, dal mp3 di 87 megabait al wave di altissima qualità da 1 giga e cincue.Nine Inch Nails - The Slip

E’ sempre bello scoprire che qualcuno ti pensa; purtroppo ho imprudentemente già scritto il titolo di questo post, e la cosa mi obbliga a dimenticare le mie facezie personali per continuare parlando della band americana.

The slip, questo il titolo dell’album, è dunque un bel pacchettazzo digitale completo di artwork assolutamente DMR-free, quindi liberamente “scambiabile”; l’opera segue a stretto giro Ghost I-IV, album strumentale in vendita ormai da un paio di mesi, le cui vendite non stanno andando per niente male. Che dire? Ad un primo ascolto i Nim perdono il pelo ma non il vizio: le tracce (una su tutte, 1.000.000) suonano di quel bel industrial saturo e tirato, regolare nella ritmica - un po’ meno nella parte armonica - che tanto piace ai ragazzacci là fuori. Lanciato nell’aprile ‘08 da Discipline, primo singolo estratto, l’album è disponibile da maggio in download gratuito e da luglio in versione cd e vinile.

Ehm… grazie Drock!

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Continua a leggere » · Scritto il: 08-01-08 · Nessun commento »

Nel frattempo

In un sonnacchioso pomeriggio di fine luglio, insolitamente ma prevedibilmente sgombro di lavoro, trovo finalmente il tempo di aggiornarvi con due righe su questo mio blogghino.

E’ finito il MantovaLive Estate 2008, grazie al Cielo. Certo, ci sono state le serate di Lukather e quelle dei New Trolls - dei quali, difficilmente ve ne sarete accorti, ho pubblicato qualche fotazza sull’apposita pagina, che ora ho aperto ai commenti - ma tra un Pino Daniele, qualche Duran Duran e comici di Zelig come se piovesse c’è stata più di un’occasione per far piombare, nel silenzio dell’esedra di Palazzo Te, un bello e rumoroso sbadiglio piazzato ad hoc, con la maestria di disturbatore di eventi pubblici che mi è valsa applausi sotto i palchi di molti schou della penisola e non solo.

Deep Purple: ricordate Ciccio, il roadie che controllava gli strumenti e le luci prima del concerto dei Viola? Bene, è tornato in Italia, e io con lui: ho avuto nuovamente modo di incontrarlo, questa volta in territorio veronese, e di ammirarlo in tutta la sua corpulente e abbondante bellezza farsi beffe del pubblico e svettare solo, come un titano alle prese con divinità a lui chiaramente inferiori, sul palco del Castello di Villafranca. E sono emozioni, queste.
I Deep stanno decandendo molto, molto velocemente. E’ questo il triste bilancio del mio loro secondo concerto (uh, adoro le accozzaglie di vocaboli): da novembre ad oggi sono passati secoli per loro, e se ne ha esperienza con la voce sempre più flebile di Gillian e nelle note impastate alla chitarra di Morse, che ad un certo punto, non ve lo nascondo, mi ha fatto pensare al Benson sul palco del Qube preso di mira dai fan che, a suo tempo, gli lanciarono una misteriosa sostanza urticante costringendolo ad un ricovero in ospedale. Andateli a vedere fino a che sono in giro, è il mio consiglio.

Non resta che aspettare il Festivaletteratura.

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Continua a leggere » · Scritto il: 07-31-08 · Nessun commento »